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Articolo 119 Decreto "Rilancio"

(D.L. 19 maggio 2020, n. 34)

Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici

Dispositivo dell'art. 119 Decreto "Rilancio"

1. La detrazione di cui all'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno
2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese
documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1°
luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi
diritto in cinque quote annuali di pari importo, nei seguenti casi:
a) interventi di isolamento termico delle superfici opache
verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell'edificio con
un'incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente
lorda dell'edificio medesimo. La detrazione di cui alla presente
lettera e' calcolata su un ammontare complessivo delle spese non
superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unita'
immobiliari che compongono l'edificio. I materiali isolanti
utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al
decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259
del 6 novembre 2017.
b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la
sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti
con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o
la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza
almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento
delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a
pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche
abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5
e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti
di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera e'
calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a
euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unita' immobiliari che
compongono l'edificio ed e' riconosciuta anche per le spese relative
allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito;
c) interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione
degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti
per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda
sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o
geotermici, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici
di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6,
ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla
presente lettera e' calcolata su un ammontare complessivo delle spese
non superiore a euro 30.000 ed e' riconosciuta anche per le spese
relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.
2. L'aliquota prevista al comma 1, alinea, si applica anche a tutti
gli altri interventi di efficientamento energetico di cui
all'articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013, convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013, nei limiti di spesa
previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico
previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti
congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al comma 1.
3. Ai fini dell'accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai
commi 1 e 2 rispettano i requisiti minimi previsti dai decreti di cui
al comma 3-ter dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n.
63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90,
e, nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli
interventi di cui ai commi 5 e 6, il miglioramento di almeno due
classi energetiche dell'edificio, ovvero, se non possibile, il
conseguimento della classe energetica piu' alta, da dimostrare
mediante l'attestato di prestazione energetica (A.P.E), di cui
all'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ante e
post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della
dichiarazione asseverata.
4. Per gli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies
dell'articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013 l'aliquota delle detrazioni
spettanti e' elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1°
luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di cui al primo
periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un'impresa
di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il
rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell'articolo
15, comma 1, lettera f-bis), del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, spetta nella misura del 90 per cento. Le
disposizioni di cui al primo e al secondo periodo non si applicano
agli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003.
5. Per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi
alla rete elettrica su edifici ai sensi dell'articolo 1, comma 1,
lettere a), b), c) e d), del decreto del Presidente della Repubblica
26 agosto 1993, n. 412, la detrazione di cui all'articolo 16-bis,
comma 1 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta, per
le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella
misura del 110 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle
stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di
spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell'impianto
solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque
quote annuali di pari importo, sempreche' l'installazione degli
impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi ai commi
1 o 4. In caso di interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere
d), e) ed f), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380, il predetto limite di spesa e' ridotto ad euro 1.600
per ogni kW di potenza nominale.
6. La detrazione di cui al comma 5 e' riconosciuta anche per
l'installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo
integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la
detrazione di cui al medesimo comma 5, alle stesse condizioni, negli
stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel
limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacita' di accumulo
del sistema di accumulo.
7. La detrazione di cui ai commi 5 e 6 e' subordinata alla cessione
in favore del GSE dell'energia non auto-consumata in sito e non e'
cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione
di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e
regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui
all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.
28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all'articolo
25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
8. Per l'installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli
elettrici negli edifici, la detrazione di cui all'articolo 16-ter del
decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e' riconosciuta nella misura del
110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote
annuali di pari importo, sempreche' l'installazione sia eseguita
congiuntamente ad uno degli interventi di cui al comma 1.
9. Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 si applicano agli
interventi effettuati:
a) dai condomini;
b) dalle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attivita'
di impresa, arti e professioni, su unita' immobiliari, salvo quanto
previsto al comma 10;
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque
denominati nonche' dagli enti aventi le stesse finalita' sociali dei
predetti Istituti, istituiti nella forma di societa' che rispondono
ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house
providing" per interventi realizzati su immobili, di loro proprieta'
ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale
pubblica;
d) dalle cooperative di abitazione a proprieta' indivisa, per
interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati
in godimento ai propri soci.
10. Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano
agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di
attivita' di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari
diversi da quello adibito ad abitazione principale.
11. Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui
all'articolo 121, il contribuente richiede il visto di conformita'
dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei
presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta per gli
interventi di cui al presente articolo. Il visto di conformita' e'
rilasciato ai sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b), del comma 3
dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio
1998, n. 322, e dai responsabili dell'assistenza fiscale dei centri
costituiti dai soggetti di cui all'articolo 32 dello stesso decreto
legislativo n. 241 del 1997.
12. I dati relativi all'opzione sono comunicati esclusivamente in
via telematica secondo quanto disposto con provvedimento del
direttore dell'Agenzia delle entrate, che definisce anche le
modalita' attuative del presente articolo, da adottare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
13. Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui
all'articolo 121:
a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente
articolo, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti
previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell'articolo 14 del
decreto-legge n. 63 del 2013 e la corrispondente congruita' delle
spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia
dell'asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica
all' Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo
sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto del Ministro dello
sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
sono stabilite le modalita' di trasmissione della suddetta
asseverazione e le relative modalita' attuative;
b) per gli interventi di cui al comma 4, l'efficacia degli stessi
finalizzati alla riduzione del rischio sismico e' asseverata dai
professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione
dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive
competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi
professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al
decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28
febbraio 2017, n. 58. I professionisti incaricati attestano,
altresi', la corrispondente congruita' delle spese sostenute in
relazione agli interventi agevolati.
14. Ferma l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto
costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e
asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o
asseverazione infedele resa. I soggetti stipulano una polizza di
assicurazione della responsabilita' civile, con massimale adeguato al
numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi
degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni
e, comunque, non inferiore a 500 mila euro, al fine di garantire ai
propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni
eventualmente provocati dall'attivita' prestata. La non veridicita'
delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal
beneficio. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981,
n. 689. L'organo addetto al controllo sull'osservanza della presente
disposizione ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981,
n. 689, e' individuato nel Ministero dello sviluppo economico.
15. Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al
presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni
e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 e del visto di
conformita' di cui al comma 11.
16. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 62,2
milioni di euro per l'anno 2020, 1.268,4 milioni di euro per l'anno
2021, 3.239,2 milioni di euro per l'anno 2022, 2.827,9 milioni di
euro per l'anno 2023, 2.659 milioni di euro per ciascuno degli anni
2024 e 2025 e 1.290,1 milioni di euro per l'anno 2026, 11,2 milioni
di euro per l'anno 2031 e 48,6 milioni di euro per l'anno 2032, si
provvede ai sensi dell'articolo 265.

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Consulenze legali
relative all'articolo 119 Decreto "Rilancio"

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Giberti E. M. chiede
venerdì 09/10/2020 - Emilia-Romagna
“Sono pieno proprietario di un immobile costituito da 5 unita’ immobiliare cosi’ distribuite:
3 uffici /negozi al piano terra
1 appartamento al 1^ piano (mia prima casa)
1 appartamento al 2^ piano (in mia disponibilita’)
riscaldamento centralizzato
Vorrei usufruire del superbonus 110% DL 34 /2020 per sostituzione caldaia e cappotto termico.

Secondo la circolare 24, il superbonus non si applica sulle parti comuni a due o piu’ unità immobiliare distintamente accatastate di un edificio posseduto da un unico proprietario o in comproprietà con piu’ soggetti. Questo chiarimento è in contrasto con le risposte 22 maggio 2020 n 137 e 139 e 22 luglio 2019 n 293 che prevedono l’agevolazione sugli interventi su parti non condominiali.
Pertanto chiedo se trasferendo la nuda o piena proprietà di una unita’ immobiliari è condizione necessaria e sufficiente per costituire un condominio minimo ai sensi del codice civile in modo da poter così usufruire dei vantaggi fiscali di cui sopra?”
Consulenza legale i 16/10/2020
Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da:
  • condomìni;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • Onlus e associazioni di volontariato;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.
Relativamente alle persone fisiche, il Superbonus si applica limitatamente agli interventi di efficienza energetica realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio .
Gli immobili non devono essere riconducibili ai cd. “beni relativi all’impresa” (art. 65 del T.U.I.R.) o a quelli strumentali per l’esercizio di arti o professioni (art. 54 del T.U.I.R. comma 2).
Sotto il profilo oggettivo è precisato che deve trattarsi di:
  1. edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze (che potranno usufruire sia degli interventi “trainanti” che “trainati”);
  2. unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all'interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (che potranno usufruire sia degli interventi “trainanti” che “trainati”);
  3. singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (che potranno usufruire solo degli interventi “trainati”).
Il caso di specie, così come nella attuale situazione, non rientra in nessuna delle tre ipotesi prima indicate.
E del resto, in una faq, l’amministrazione finanziaria ha precisato che non è possibile beneficiare del Superbonus né con riferimento alle spese sostenute per il cappotto termico né con riferimento alle quelle sostenute per interventi di sostituzione degli infissi effettuati sulle singole unità immobiliari nel caso di un edificio composto da più unità immobiliari, autonomamente accatastate, possedute in comproprietà con il coniuge e i propri figli minori, in qualità di persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni in quanto l’edificio oggetto degli interventi non è costituito in condominio.

Come chiarito dalla circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, par. 1.1, il Superbonus infatti “non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti.
L’idea, quindi, di costituire un condominio potrebbe effettivamente ricondurre l’immobile nell’ipotesi di cui alla precedente lettera c).
Al riguardo, sempre la Circolare n. 24 del 08/08/2020 e sempre al par. 1.1, ha precisato che, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione del Superbonus 110%, l’edificio oggetto degli interventi deve essere costituito in condominio secondo la disciplina civilistica prevista agli articoli da 1117 a 1139 del codice civile.
A tal fine si ricorda che il “condominio” costituisce una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, etc.), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.

Ancora più avanti è precisato che, secondo una consolidata giurisprudenza (cfr. Cass. Civ., sez. II, 10 settembre 2004, n. 18226), la nascita del condominio si determina automaticamente, senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento, come chiarito dalla prassi in materia, riprendendo considerazioni già espressa dalla stessa amministrazione finanziaria in altri documenti di prassi, quali la Risoluzione 14 febbraio 2008, n. 45/E.

Tenuto conto di ciò, ai fini della costituzione del condominio, non è sufficiente la costituzione di un diritto reale a favore di terzi sulle singole unità immobiliari che costituiscono un edificio ma, è necessario il trasferimento del diritto di proprietà piena ed esclusiva, dal momento che, in assenza di ciò, l’intero immobile resterebbe di proprietà di un solo soggetto, sia esso persona fisica o persona non fisica.
Va detto che detto orientamento è stato espresso dall’amministrazione finanziaria non solo nell’ambito della recente prassi riferita al Superbonus 110% ma, anche in documenti di prassi precedenti e, a tal fine, oltre alla citata risoluzione, occorre considerare anche quanto precisato nella Circolare n. 7 del 27 aprile 2018, laddove in tema di detrazioni di cui all’art. 16-bis del TUIR, approvato con d.P.R. n. 917/86, il condominio viene definito come una particolare forma di comunione in cui coesiste una proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, ecc..), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.

Per completezza di informazione si precisa che, effettivamente, in tema di detrazione sugli interventi finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica (articolo 14, comma 2-quater.1, del Dl 63/2013), l’amministrazione finanziaria, in alcune risposte (22 maggio 2020, n. 137 e 139 e 22 luglio 2019, n. 293), ha ammesso l’agevolazione anche in riferimento alle parti comuni di edifici non condominiali, ossia con più unità immobiliari riconducibili ad un unico proprietario ma, questo ovviamente non risolve il problema prospettato nel quesito di usufruire delle detrazioni fiscali in riferimento ai lavori che dovranno eseguirsi sui singoli appartamenti e non soltanto sulle parti comuni dell’immobile.
Pertanto, le risposte ai quesiti indicate nella richiesta fanno riferimento al caso in cui la proprietà dell’intero edificio sia riconducibile ad una persona fisica (non imprenditore e non professionista) che, per l’appunto come “persona fisica”, può beneficiare del superbonus del 110%, solo sulle parti comuni dell’edifico, per l’isolamento termico e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, meglio descritti nell’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del Dl 34/2020 ma non anche sulle singole unità che costituiscono l’immobile.


Piero R. chiede
giovedì 24/09/2020 - Lombardia
“Vivo con la mia famiglia e sono l’unico proprietario di un edificio diviso in due unità catastalmente separate.
Su una di queste unità pago l’IMU come seconda casa.
Le due unità hanno entrare indipendenti.
Vi chiedo se ho diritto all’ecobonus del 110 %.
Architetto e commercialista sono dubbiosi riguardo le eccezioni del comma 10.”
Consulenza legale i 30/09/2020
Sebbene l’art. 119, comma 10 del D.L. n. 34/2020, prima della conversione in legge n. 77/2020, disponesse che “Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale”, occorre, tuttavia, considerare che, in sede di conversione in legge del decreto, la legge n. 77/2020 ha modificato lo stesso, il quale adesso dispone che “I soggetti di cui al comma 9, lettera b), possono beneficiare delle detrazioni di cui ai commi da 1 a 3 per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio”.
Conseguentemente, l’Amministrazione finanziaria ha precisato, nella Circolare n. 24/2020 al par. 1, trattando dell’ambito soggettivo dell’agevolazione di cui si discute, che lo stesso è delineato al comma 9 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio, ai sensi del quale le disposizioni disciplinanti le tipologie di interventi ammessi e i requisiti tecnici richiesti si applicano alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi effettuati:
a) dai «condomìni»;
b) dalle «persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari». Per tali soggetti, il Superbonus si applica limitatamente agli interventi di efficienza energetica realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio;
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP), comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing», per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
d-bis) dalle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460; dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266 nonché dalle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 3838;
e) dalle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, «limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

La disposizione di cui al nuovo art. 119, comma 10 e l’inciso di cui alla lett. b) della Circolare, sopra evidenziato, consentono, quindi, di concludere che, per le persone fisiche, che non operano nell’esercizio di impresa, arti o professioni, è possibile fruire del Superbonus su un numero massimo di due unità immobiliari, laddove sussistano ovviamente anche le altre condizioni richieste dalla legge, ivi compreso il fatto che deve trattarsi di un’unità immobiliare situata all'interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall'esterno.
Al riguardo, nella Circolare n. 24/2020 è precisato che:
  • una unità immobiliare può ritenersi «funzionalmente indipendente» qualora sia dotata di installazioni o manufatti di qualunque genere, quali impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento di proprietà esclusiva;
  • la presenza, inoltre, di un «accesso autonomo dall’esterno», presuppone, ad esempio, che «l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva».
Le «unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, site all'interno di edifici plurifamiliari», alle quali la norma fa riferimento, vanno, quindi, individuate verificando la contestuale sussistenza del requisito della “indipendenza funzionale” e dell’”accesso autonomo dall’esterno”, a nulla rilevando, a tal fine, che l’edificio plurifamiliare di cui tali unità immobiliari fanno parte sia costituito o meno in condominio.


Michele M. chiede
lunedì 14/09/2020 - Lombardia
“Buongiorno,
una srl formata da due soci marito e moglie è proprietaria di un fabbricato costituito da 6 appartamenti.
Il fabbricato è disabitato e necessita di una ristrutturazione profonda per la quale la srl non ha i fondi necessari.
La srl in quanto proprietaria unica di un bene indiviso non può accedere al bonus 110 ne al bonus facciate perchè il fabbricato è in zona diversa da A e B
La mia domanda è se è legalmente possibile che la srl istituisca un diritto reale (enfiteusi o usufrutto) in capo ai tre figli della coppia che detiene il 100% delle quote, andando a specificare esattamente su quali unità immobiliari ognuno dei tre figli avrà diritto in modo che si realizzi la figura del Condominio la quale può beneficiare del bonus per ristrutturare.
Grazie

Consulenza legale i 20/09/2020
Come precisato nella Circolare n. 24 del 08/08/2020, par. 1.1, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione del Superbonus 110%, l’edificio oggetto degli interventi deve essere costituito in condominio secondo la disciplina civilistica prevista agli articoli da 1117 a 1139 del codice civile.
A tal fine si ricorda che il “condominio” costituisce una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, etc.), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.
Ancora più avanti è precisato che, secondo una consolidata giurisprudenza (cfr. Cass. Civ., sez. II, 10 settembre 2004, n. 18226), la nascita del condominio si determina automaticamente, senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento, come chiarito dalla prassi in materia, riprendendo considerazioni già espressa dalla stessa amministrazione finanziaria in altri documenti di prassi, quali la Risoluzione 14 febbraio 2008, n. 45/E.

Tenuto conto di ciò, ai fini della costituzione del condominio, non è sufficiente la costituzione di un diritto reale a favore di terzi sulle singole unità immobiliari che costituiscono un edificio ma, è necessario il trasferimento del diritto di proprietà piena ed esclusiva, dal momento che, in assenza di ciò, l’intero immobile resterebbe di proprietà di un solo soggetto, sia esso persona fisica o persona non fisica.
Va detto che detto orientamento è stato espresso dall’amministrazione finanziaria non solo nell’ambito della recente prassi riferita al Superbonus 110% ma, anche in documenti di prassi precedenti e, a tal fine, oltre alla citata risoluzione, occorre considerare anche quanto precisato nella Circolare n. 7 del 27 aprile 2018, laddove in tema di detrazioni di cui all’art. 16 bis del T.U.I.R., il condominio viene definito come una particolare forma di comunione in cui coesiste una proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, ecc..), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.

Per completezza di informazione si precisa che in tema di detrazione sugli interventi finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica (articolo 14, comma 2-quater.1, del Dl 63/2013), l’amministrazione finanziaria, in alcune risposte (22 maggio 2020, n. 137 e 139 e 22 luglio 2019, n. 293), ha ammesso l’agevolazione anche in riferimento alle parti comuni di edifici non condominiali, ossia con più unità immobiliari riconducibili ad un unico proprietario ma, questo ovviamente non risolve il problema prospettato nel quesito di usufruire delle detrazioni fiscali in riferimento ai lavori che dovranno eseguirsi sull’intero immobile e non soltanto sulle parti comuni dello stesso; e, in ogni caso, si applica al caso in cui la proprietà dell’intero edificio sia riconducibile ad una persona fisica (non imprenditore e non professionista) che, per l’appunto come “persona fisica”, può beneficiare del superbonus del 110%, sulle parti comuni dell’edifico, per l’isolamento termico e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, meglio descritti nell’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del Dl 34/2020.


Francesco M. chiede
venerdì 22/05/2020 - Lombardia
“Art. 119 DL 34/2020 – c. 9

Il c.9 del decreto 34/2020 non elenca tra i beneficiari degli incentivi i titolari di reddito di impresa tra cui le società.

Si richiede se al caso sia applicabile la decisione della cassazione Sentenza 29162/2019 che invece estende anche ai titolari del redditi di impresa detto benedicio.”
Consulenza legale i 28/05/2020
L’art. 119, comma 1, del D.L. n. 34/2020 ha disposto che la detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.
L’ambito soggettivo della norma è contenuto nei successivi commi 9 e 10.
Per effetto del comma 9, l’anzidetta disposizione agevolativa si applica agli interventi effettuati:
a) dai condomìni;
b) dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10;
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Il successivo comma 10 precisa che l’agevolazione non si applica agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.
Pertanto, in definitiva, nel caso delle persone fisiche che non sono né condomini, né soci di cooperative di abitazione a proprietà indivisa, l’agevolazione sembra limitata soltanto agli interventi effettuati, al di fuori dell’esercizio di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari destinati ad abitazione principale.

Salvo, ovviamente, l’esame dei provvedimenti di attuazione, ad oggi non ancora adottati, deve, quindi, escludersi, almeno allo stato attuale della norma, che tra i destinatari della disposizione agevolativa rientrino le società titolari di reddito di impresa, almeno in riferimento agli edifici unifamiliari.
Alcuni autori in dottrina hanno avanzato dei dubbi per quanto concerne gli interventi sulle parti comuni condominiali, sostenendo che, in assenza di specifiche precisazioni delle norma, l’agevolazione potrebbe riguardare tutti i condomini, indipendentemente dal fatto che siano persone fisiche o meno ma, le precisazioni dei provvedimenti di attuazione potrebbero fare chiarezza anche su questo punto.

Per ciò che riguarda il riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione citata nel quesito, fermo restando ovviamente il fatto che la sentenza ha efficacia di giudicato solo tra le parti, occorre evidenziare che la stessa fa riferimento agli interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 1, co. 344 e ss., della Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), la quale, sotto il profilo soggettivo, non poneva limitazioni con riferimento ai titolari di reddito di impresa.
Infatti, il decreto del ministero dell’economia e delle finanze del 19 febbraio 2007, attuativo di tale articolo, con riferimento ai “soggetti ammessi alla detrazione”, ha previsto che il bonus del 55% per interventi di risparmio energetico spettasse alle persone fisiche, non titolari di reddito d’impresa – art. 2, co. 1, lett. a), nonché ai soggetti titolari di reddito d’impresa che sostenessero spese per l’esecuzione degli interventi di risparmio energetico sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti – art. 2, co. 1, lett. b).

Nella sentenza citata, del resto, il thema decidendum non è se al titolare di reddito di impresa spetti o meno l’agevolazione di cui all’art. 1, comma 344 e ss. della Legge n. 296/2006 ma, se tale agevolazione possa essere fruita, oltre che in riferimento agli immobili strumentali che costituiscono il patrimonio aziendale, anche in riferimento ad immobili che rientrano nella categoria dei c.d. “beni merce” ossia immobili che non sono strumentali.
Pertanto, la questione è ben diversa e il citato orientamento giurisprudenziale non può essere applicato al caso di specie.


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