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• Diritto dell'unione europea -

L’intelligenza artificiale nell'ordinamento giuridico dell'Unione europea: regolamentazione, responsabilità e tutela dei diritti fondamentali

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2026
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Università degli Studi Roma Tre
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
La diffusione dell’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni tecnologiche più significative degli ultimi anni e pone l’ordinamento giuridico europeo di fronte alla necessità di individuare un equilibrio tra innovazione tecnologica, sviluppo economico e tutela dei diritti fondamentali.
L’impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambiti sempre più numerosi – dalla sanità alla giustizia, dal mercato del lavoro alla sicurezza, fino ai servizi pubblici e alle attività economiche – determina infatti nuove opportunità, ma anche rilevanti rischi giuridici, etici e sociali.
La tesi analizza il quadro normativo elaborato dall’Unione europea per disciplinare l’intelligenza artificiale, con particolare attenzione al Regolamento (UE) 2024/1689, noto come Artificial Intelligence Act (AI Act), che costituisce il principale intervento legislativo europeo in materia. L’analisi prende in esame la struttura della disciplina fondata su un approccio graduato in relazione al livello di rischio dei sistemi di IA, distinguendo tra pratiche vietate, sistemi ad alto rischio, obblighi di trasparenza e applicazioni soggette a requisiti meno stringenti.
Particolare attenzione viene dedicata ai principi posti alla base della regolamentazione europea, tra cui trasparenza, sicurezza, supervisione umana, accountability, non discriminazione e protezione dei dati personali. Tali principi vengono esaminati anche alla luce del sistema europeo di tutela dei diritti fondamentali, con riferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e alla normativa in materia di protezione dei dati personali, in particolare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
Un ulteriore profilo centrale riguarda il tema della responsabilità derivante dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La tesi esamina le difficoltà connesse all’individuazione dei soggetti responsabili per i danni provocati da sistemi autonomi o caratterizzati da elevata complessità tecnologica, soffermandosi sui rapporti tra produttori, sviluppatori, fornitori, utilizzatori e soggetti che esercitano un controllo sui sistemi.
Viene, inoltre, approfondita l’evoluzione della disciplina europea in materia di responsabilità da prodotto e responsabilità civile connessa all’intelligenza artificiale. L’elaborato si concentra altresì sui possibili rischi che l’impiego dell’IA può comportare per i diritti fondamentali, tra cui il diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali, il principio di uguaglianza e di non discriminazione, la libertà di espressione, il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, nonché la dignità della persona.
Particolare rilievo assume il problema delle decisioni automatizzate e degli algoritmi discriminatori, soprattutto nei settori caratterizzati da un elevato impatto sulla vita degli individui. La ricerca evidenzia come il modello europeo di regolamentazione dell’intelligenza artificiale persegua l’obiettivo di costruire un ecosistema tecnologico affidabile, sicuro e antropocentrico, nel quale l’innovazione sia compatibile con i valori fondanti dell’Unione.
L’analisi mette tuttavia in luce le principali criticità applicative della normativa, tra cui la difficoltà di governare tecnologie in continua evoluzione, la complessità nell’attribuzione delle responsabilità, il rischio di frammentazione interpretativa e la necessità di garantire un’effettiva tutela dei soggetti esposti agli effetti delle decisioni algoritmiche. La tesi conclude evidenziando come la regolamentazione europea dell’intelligenza artificiale costituisca un importante tentativo di definire un modello giuridico capace di coniugare progresso tecnologico e tutela della persona. L’effettiva efficacia di tale modello dipenderà, tuttavia, dalla capacità delle istituzioni europee e nazionali di assicurare controlli adeguati, strumenti di responsabilizzazione efficaci e una costante evoluzione normativa coerente con il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale.

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