Cassazione penale Sez. III sentenza n. 29074 del 5 aprile 2024

(2 massime)

(massima n. 1)

Le falsità nelle prescrizioni farmacologiche redatte sul ricettario regionale per i medicinali a carico del Servizio Sanitario Nazionale (c.d. ricetta "rossa"), recanti la falsa attestazione del nome del beneficiario, della necessità della prescrizione farmacologica per il soggetto intestatario della prescrizione medica e della sussistenza dei requisiti per l'esenzione dal pagamento del ticket, integrano il delitto di falsità ideologica di cui all'art. 479 c.p.

(massima n. 2)

Nel giudizio abbreviato d'appello, le parti sono titolari di una mera facoltà di sollecitazione del potere di integrazione istruttoria esercitabile dal giudice "ex officio" nei limiti della assoluta necessità ai sensi dell'art. 603, comma 3, cod. proc. pen., atteso che in sede di appello non può riconoscersi alle parti la titolarità di un diritto alla raccolta della prova in termini diversi e più ampi rispetto a quelli che incidono su tale facoltà nel giudizio di primo grado.

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