Cassazione penale Sez. II sentenza n. 15724 del 27 marzo 2025

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di estorsione, la configurabilità, nei confronti di soggetto già condannato per il delitto di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, dell'aggravante dell'utilizzo di metodologia mafiosa richiede la dimostrazione che sia stato, chiaramente e inequivocabilmente, evocato un collegamento con la forza intimidatrice del vincolo associativo, desumibile dalle modalità dell'azione, che devono essere tali da incutere nella vittima il timore del coinvolgimento del gruppo criminale e non del singolo agente, sussistendo, solo in tal caso, sia la minaccia, quale elemento costitutivo dell'estorsione, sia l'intimidazione, richiamante il collegamento con il sodalizio mafioso.

(massima n. 2)

In tema di giudizio di appello, il giudice che, in esito al proscioglimento dell'imputato in primo grado, dispone la rinnovazione istruttoria può riformare la decisione assolutoria con pronunzia di una sentenza di condanna, senza essere obbligato a dare preferenza alle prove dichiarative raccolte nell'istruttoria rinnovata, atteso che può avvalersi di quelle assunte nel precedente grado di giudizio in caso di sostanziale uniformità del loro contenuto, dovendo fornire, invece, una motivazione rafforzata in ordine alla decisione di porre a fondamento della pronunzia l'una piuttosto che l'altra deposizione, nel diverso caso di difformità tra il contenuto delle medesime.

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