Cassazione civile Sez. I sentenza n. 2095 del 14 febbraio 2001

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini della assoggettabilitā al fallimento di una societā apparente, il comportamento atto ad ingenerare il convincimento incolpevole, nei terzi, della sussistenza di un vincolo sociale č sufficiente ad affermare l'esistenza di una societā di persone, senza necessitā di accertare se, in concreto, ricorrano anche gli ulteriori elementi della comunione dei conferimenti e della condivisione dell'alea. (Nella specie, sulla base di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di fallimento che aveva ravvisato l'esteriorizzazione del vincolo nelle fideiussioni prestate dalla moglie e dal figlio a favore dell'imprenditore, escludendo che fossero giustificabili come espressione di solidarietā familiare data la loro continuitā e sistematicitā).

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