Cass. pen. n. 8993/2022
Le spese di custodia cautelare sono disciplinate dall'art. 692 c.p.p. e non seguono necessariamente la sorte delle diverse spese processuali (contemplate in una pluralità di altre norme, a seconda delle diverse fasi e gradi del processo), tanto che, anche in caso di patteggiamento, le spese di mantenimento in carcere dell'imputato devono essere in ogni caso poste a suo carico, a prescindere dalla sanzione concordata, proprio in considerazione della loro diversa natura rispetto alle spese processuali e, pertanto, del fatto che non possa applicarsi l'esclusione, per le condanne che non superano gli anni due di reclusione, l'esclusione prevista dall'art. 445 c.p.p., comma 1, codice di rito.
Cass. pen. n. 27700/2007
Ai fini delle spese di custodia cautelare, la sentenza di patteggiamento è equiparata ad una pronuncia di condanna a norma dell'art. 445, comma primo bis cod.proc.pen. con conseguente loro addebito all'imputato cui sia stata applicata la pena a richiesta. (Annulla in parte s.rinvio, Gip Trib.Torre Annunziata,2 Novembre 2006).
Cass. pen. n. 37926/2004
In tema di patteggiamento, l'esclusione della condanna alle spese del procedimento non si estende a quelle di custodia cautelare, per le quali vale l'equiparazione della sentenza ad una pronuncia di condanna, come stabilito dall'art. 445 c.p.p., ultimo comma.
Cass. pen. n. 43915/2003
Nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti, le spese di mantenimento dell'imputato in carcere, durante la custodia cautelare, sono poste a carico della parte, trattandosi di costi sostenuti dall'amministrazione penitenziaria distinti dalle spese processuali, che si riferiscono all'attività dell'autorità giudiziaria e per le quali vige il principio di irripetibilita' stabilito dall'art. 445 c.p.p.
Cass. pen. n. 17650/2003
Nel caso di applicazione di pena patteggiata, le spese di mantenimento dell'imputato in carcere durante la custodia cautelare possono essere poste a carico della parte, trattandosi di costi sostenuti dall'amministrazione penitenziaria ontologicamente distinti dalle spese del procedimento, che si riferiscono all'attività dell'Autorità giudiziaria, per le quali vige il principio di irripetibilità stabilito dall'art. 445 c.p.p.
Cass. pen. n. 824/1993
La sentenza, che applica la pena su richiesta delle parti, è equiparata ad una pronunzia di condanna. Ne deriva che le spese di mantenimento durante la custodia cautelare — che non rientrano tra le spese processuali di cui all'art. 445 c.p.p. — devono essere poste a carico di colui nei cui confronti la sentenza stessa è emanata.
Cass. pen. n. 4571/1992
La disposizione dell'art. 445 comma primo c.p.p., che esclude il pagamento delle spese del procedimento in caso di condanna a pena patteggiata, è di carattere eccezionale e non consente, pertanto, interpretazione estensiva. Ne consegue che legittimamente consegue alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti la condanna al pagamento delle spese di mantenimento in carcere durante la custodia cautelare.
Cass. pen. n. 2833/1992
La sentenza che applica la pena su richiesta delle parti è equiparata ad una pronuncia di condanna, sicchè per l'imputato che abbia patito custodia cautelare le spese del relativo mantenimento devono essere poste a suo carico, data la diversa natura di queste spese rispetto a quelle del procedimento, oltre tutto regolate da diversa normativa.