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Nuovo accertamento della disabilità, ecco chi è escluso dalle nuove regole, cosa cambia e cosa fare: nuova circolare INPS

Nuovo accertamento della disabilità, ecco chi è escluso dalle nuove regole, cosa cambia e cosa fare: nuova circolare INPS
Con il messaggio 1377/2026, l'Inps chiarisce le nuove regole su disabilità e anziani: fino al 2027 restano le procedure attuali per gli over 70. Ecco cosa cambia davvero e cosa fare
Con il messaggio n. 1377/2026, l'Inps ha fornito utili chiarimenti operativi sul coordinamento tra due riforme destinate a ridisegnare il sistema di tutela della disabilità e delle politiche per la non autosufficienza. Da un lato, il d.lgs. 29/2024 ha introdotto una nuova disciplina delle politiche per le persone anziane; dall'altro, il sistema di accertamento della disabilità è oggetto di una più ampia revisione avviata con il d.lgs. 62/2024.

Come è noto, la riforma introdotta dal d.lgs n. 29 prevede un nuovo modello di presa in carico basato sulla nuova "valutazione multidimensionale unificata", finalizzata a semplificare l'accesso a prestazioni assistenziali e sociosanitarie. Il sistema si articola attraverso i Punti Unici di Accesso (PUA), collocati presso le Case della Comunità del Servizio Sanitario Nazionale. Il calendario di attuazione del nuovo sistema di valutazione multidimensionale è stato progressivamente rimodulato e, oggi, prevede - dal primo gennaio 2027 - l'avvio della sperimentazione in territori selezionati, mentre solo dal primo gennaio 2028 l'applicazione sarà a livello nazionale.

La fase iniziale ha lo scopo di sperimentare e verificare il funzionamento del nuovo modello, prima della sua estensione su tutto il territorio. Il nodo chiarito dall'Inps riguarda l'art. 28, comma 7, del d.lgs. 29/2024, come novellato quest'anno dall'art. 4, comma 4-quater del decreto legge 19/2026. La norma stabilisce che, fino al 31 dicembre 2027, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti in materia di accertamento dell'invalidità civile e delle correlate misure di tutela della disabilità, per gli anziani che hanno compiuto almeno 70 anni e che presentano almeno una patologia cronica e un quadro con condizioni cliniche caratterizzate da un progressivo declino delle funzioni fisiche e dal rischio di perdita dell'autonomia nelle attività quotidiane.

Tale "proroga" delle procedure ordinarie, tra cui quelle della notissima legge 104/1992, varrà anche nei territori (come Milano, Torino, Firenze e Napoli) dove è già attiva la sperimentazione della riforma di cui alla legge 62/2024. In altre parole, per questa fascia di popolazione la nuova valutazione multidimensionale non sarà ancora operativa nella pratica amministrativa. Ciò al fine di evitare discontinuità e difficoltà applicative durante la fase di transizione. Si ricorda che, nei territori non oggetto della sperimentazione, continueranno ad applicarsi le disposizioni previgenti alla riforma della disabilità per tutti i richiedenti l'accertamento sanitario, indipendentemente dall'età anagrafica.

Come indica il messaggio Inps, in attesa dell'adeguamento dei sistemi informatici alle modifiche normative, dal prossimo primo giugno gli anziani ultrasettantenni che intendono avviare il procedimento per il riconoscimento della condizione di disabilità e/o delle prestazioni di invalidità civile dovranno seguire le modalità ordinarie, ossia:
  • presentazione del certificato medico introduttivo rilasciato dal medico curante;
  • abbinamento del certificato alla domanda amministrativa per l'accertamento sanitario dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordità, sordocecità e condizione di disabilità di cui alle leggi n. 104/1992 e n. 68/1999, che deve essere presentata a cura dell'interessato o per il tramite degli intermediari autorizzati entro 90 giorni dal rilascio del certificato medico introduttivo;
  • accertamento sanitario da parte delle Commissioni Mediche delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), integrate da un medico dell'Inps;
  • validazione dell'esito dell'accertamento con verbale, da parte dell'Inps;
  • trasmissione del verbale all'interessato e riconoscimento dell'eventuale prestazione economica in base alla percentuale di invalidità riscontrata.
Il chiarimento dell'ente previdenziale, formulato nel messaggio 1377/2026, evidenzia un principio chiave della riforma: la transizione non comporta una riduzione delle tutele esistenti. L'obiettivo di fondo è garantire continuità assistenziale, evitando che il passaggio al nuovo modello di valutazione multidimensionale possa creare vuoti normativi, o difficoltà operative per le persone più fragili.


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