È possibile usare i permessi 104 prima o dopo le ferie?
La legge non pone alcun divieto esplicito di collegare i giorni di permesso al periodo feriale. Pertanto, un lavoratore può richiedere uno o più giorni di permesso retribuito immediatamente prima di iniziare le vacanze, oppure al rientro, nel rispetto del limite dei 3 giorni mensili previsto dalla normativa.
Fondamentale, però, è la finalità della richiesta. I permessi ex legge 104/1992 esistono per garantire l'assistenza continuativa alla persona con grave disabilità e non possono essere impiegati per scopi diversi, nemmeno quando si tratta semplicemente di allungare la vacanza. La Corte di Cassazione ha ribadito questo principio in modo netto con l’ordinanza n. 18293/2018, chiarendo che l'abuso del permesso per finalità personali, come viaggi, vacanze, attività ricreative non connesse all'assistenza, costituisce giusta causa di licenziamento.
Quando l'assistenza si sposta in vacanza
Tuttavia, se il familiare con disabilità parte insieme al lavoratore e l'assistenza viene garantita anche durante il viaggio o il soggiorno, l'utilizzo del permesso è legittimo. La presenza fisica del caregiver accanto alla persona assistita giustifica la condotta del lavoratore. Quando le ferie cadono a cavallo tra due mensilità, il lavoratore può potenzialmente fruire dei tre giorni di permesso di giugno prima della partenza e dei tre giorni di luglio al rientro. Il risultato è un'assenza complessiva più lunga, totalmente lecita purché ogni giorno di permesso sia effettivamente dedicato all'assistenza.
Ferie e permessi 104 nello stesso periodo: cosa succede?
Un altro scenario frequente è quello in cui la necessità di assistere il familiare emerge proprio durante le vacanze già programmate. In questo caso, i permessi non si perdono, ma prevalgono sulle ferie. Il Ministero del Lavoro ha fornito indicazioni precise sul punto: richiamando l'art. 2109 del c.c., che riconosce al datore di lavoro il potere di organizzare il calendario feriale secondo le proprie esigenze produttive, ha precisato che questo potere non può estendersi fino a negare i permessi previsti dalla legge 104. Le ferie non godute, di conseguenza, potranno essere recuperate in un momento successivo, concordato con il datore di lavoro, che conserva comunque la facoltà di verificare l'effettiva impossibilità di differire l’assistenza.
I permessi 104 non intaccano il monte ferie
È inoltre fondamentale fare una precisazione. I giorni di permesso per assistenza e le ferie maturate sono misure che operano su piani distinti. Le ferie servono al recupero psicofisico del lavoratore e alla cura delle relazioni personali, mentre i permessi nascono dall'esigenza di sostenere chi vive quotidianamente accanto a una persona con disabilità grave. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2466 del 31 gennaio 2018, ha stabilito chiaramente che sottrarre i giorni di permesso dal monte ferie equivale a una violazione del principio di parità di trattamento.
La stessa logica si applica quando il lavoratore si assenta per malattia nello stesso periodo in cui avrebbe potuto fruire dei permessi 104. La circolare n. 1/2012 del Dipartimento della Funzione Pubblica stabilisce che l'assenza per malattia, ferie, congedo o aspettativa non comporta la perdita dei giorni di permesso spettanti al caregiver in quel mese. Non è, quindi, ammessa alcuna riduzione proporzionale dei permessi in ragione dei giorni non lavorati per malattia o vacanza.