La mancanza totale o parziale della data integra una causa di annullabilità del testamento olografo ai sensi degli articoli 602 e 606 del codice civile.
La data costituisce infatti un requisito formale essenziale, la cui presenza deve risultare direttamente dalla scheda testamentaria. Ne consegue che non è consentito sopperire alla sua incompletezza attraverso elementi estrinseci o circostanze desunte in altro modo. Particolarmente significativa è l’affermazione secondo cui l’incompletezza della data assume rilievo autonomo, senza che sia necessario dimostrare uno specifico interesse concreto alla verifica cronologica dell’atto.
Il vizio, pertanto, sussiste indipendentemente dalla presenza, nel caso concreto, di conflitti tra più testamenti o di questioni relative alla capacità del testatore.
In tale prospettiva, la funzione della data non viene considerata quale mero strumento probatorio, ma quale requisito formale intrinseco della scheda testamentaria.
La data non è un elemento secondario, ma serve a stabilire quando il testamento è stato redatto, se in quel momento il testatore era capace di intendere e di volere e quale testamento debba prevalere nel caso in cui ve ne siano più di uno.
Nel caso esaminato dalla Cassazione, il testamento riportava soltanto l’anno, ma non il giorno e il mese. Secondo la Corte, questa indicazione non è sufficiente: la data incompleta costituisce un vizio formale che rende il testamento annullabile.
La Cassazione ha chiarito anche che non è possibile completare la data mancante facendo riferimento a elementi esterni al testamento. In altre parole, la data deve risultare direttamente dalla scheda testamentaria e non può essere ricostruita successivamente attraverso altri documenti, dichiarazioni o circostanze.
Un altro punto importante riguarda la cosiddetta convalida del testamento invalido. Secondo l’art. 590 c.c., un testamento invalido può essere sanato se gli eredi, conoscendo il vizio, confermano espressamente la volontà del testatore oppure danno volontaria esecuzione alle sue disposizioni.
Tuttavia, la Suprema Corte precisa che non basta un comportamento generico o passivo. Non sono sufficienti, ad esempio, la pubblicazione del testamento, la presentazione della dichiarazione di successione, la voltura catastale o la semplice accettazione dell’eredità. Perché vi sia convalida, occorre una condotta chiara, consapevole e concretamente diretta ad attuare la volontà testamentaria.
La decisione conferma quindi un orientamento rigoroso: nel testamento olografo la forma è essenziale. Anche una mancanza apparentemente minima, come l’omissione del giorno e del mese, può incidere sulla validità dell’atto. Dal punto di vista pratico, il principio è semplice: chi redige un testamento olografo deve scriverlo interamente di proprio pugno, firmarlo e indicare una data completa. In mancanza, il testamento può essere impugnato e dichiarato invalido.