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Pensione anticipata, l'INPS aggiorna i codici dei lavori gravosi: controlla se la tua professione ti fa uscire prima

Pensione anticipata, l'INPS aggiorna i codici dei lavori gravosi: controlla se la tua professione ti fa uscire prima
L'INPS ha fornito nuove indicazioni, che consentono di individuare correttamente le professioni considerate gravose e di garantire una valutazione uniforme delle domande di accesso ai benefici pensionistici previsti dalla normativa vigente
Con il messaggio n. 1808 del 29 maggio 2026, l’INPS ha fornito importanti chiarimenti in merito all’applicazione della nuova Classificazione delle Professioni ISTAT 2021 (CP2021) ai fini dell’individuazione delle attività lavorative cosiddette " gravose”.

Con tale espressione si intendono in particolare quelle attività lavorative che, per le loro caratteristiche, espongono lavoratrici e lavoratori a particolari condizioni di fatica, rischio e stress fisico o psicologico. Si tratta di mansioni svolte spesso in ambienti difficili, con ritmi particolarmente intensi o in presenza di fattori che possono determinare un più rapido deterioramento delle condizioni di salute e della capacità lavorativa.

Proprio in ragione di tale maggiore esposizione all’usura professionale, l’ordinamento previdenziale riconosce a queste categorie specifiche forme di tutela, tra cui la possibilità di accedere a misure di pensionamento agevolato, come l’APE Sociale e altre forme di pensione anticipata.

Le attività gravose che danno diritto ai predetti benefici previdenziali sono state inizialmente individuate dalla legge n. 232/2016 e dalla legge n. 205/2017. Successivi interventi normativi hanno poi aggiornato e ampliato l’elenco delle professioni interessate.
Un ulteriore beneficio è stato previsto dalla L. 199/2025 che ha introdotto, nei confronti di chi abbia svolto una delle 15 attività per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa o per almeno sei anni negli ultimi sette, l'esenzione dall'adeguamento alla speranza di vita previsto per il biennio 2027-2028 (+3 mesi), a condizione di possedere un minimo di 30 anni di contribuzione e di non essere titolare, al momento del pensionamento, dell'Ape sociale.

Tale dispensa si applica sia ai requisiti per la pensione di vecchiaia che della pensione anticipata, nonché della pensione anticipata con i requisiti ridotti per il lavoro precoce.

A partire dal 2023 è entrata in vigore la nuova classificazione ISTAT CP2021, accompagnata da una tabella di raccordo con la precedente classificazione CP2011. Dal 2025, inoltre, i nuovi codici professionali sono utilizzati nelle comunicazioni obbligatorie UNILAV, che l’INPS prende in considerazione nell’ambito delle istruttorie per il riconoscimento dei benefici pensionistici.
Con il messaggio in esame, l’Istituto ha precisato le corrispondenze tra i codici della precedente e della nuova classificazione, evidenziando che:
  • gli “Addetti all’assistenza personale” passano dal codice CP2011 5.4.4.3 al codice CP2021 5.5.2.3.0;
  • le “Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati” passano dal codice CP2011 5.4.4 al codice CP2021 5.5.2;
  • gli “Operatori della cura estetica” passano dal codice CP2011 5.4.3 al codice CP2021 5.5.1.

Il Ministero del Lavoro, attraverso i propri servizi telematici, trasmette all’INPS l’esito delle verifiche sull’attività gravosa, effettuate sulla base delle dichiarazioni rese dagli interessati e delle informazioni contenute nelle comunicazioni obbligatorie del flusso UNILAV.
Alla luce delle nuove indicazioni, le domande di accesso alle prestazioni pensionistiche agevolate dovranno essere istruite e valutate tenendo conto delle corrispondenze tra i codici professionali previste dalla classificazione ISTAT CP2021.


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