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Pace fiscale, Salvini ipotizza un condono fiscale ma il Governo approva un prelievo forzoso sui conti correnti

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Pace fiscale, Salvini ipotizza un condono fiscale ma il Governo approva un prelievo forzoso sui conti correnti
Salvini ipotizza un condono fiscale. Di cosa si tratta? Diversa la linea adottata dal Governo che prevede un prelievo forzoso dai conti correnti del contribuente debitore.
Negli ultimi giorni, il fisco e la riscossione dei debiti tributari sono tornati ad essere uno dei principali temi di discussione politica.

Questo è dovuto soprattutto alle parole di Matteo Salvini.
Dopo qualche settimana dalla scadenza del termine per chiedere l’adesione alla rottamazione quater (con cui il contribuente poteva chiedere di pagare i debiti iscritti a ruolo senza interessi e sanzioni, mora e aggio), il vicepresidente del Consiglio ha iniziato subito a parlare di una nuova pace fiscale.

Nell’ipotesi di Salvini, si dovrebbe trattare di una sorta di condono fiscale (o condono tributario) previsto soltanto per una determinata categoria di contribuenti.

Allora, che cos’è il condono fiscale?
È una misura diversa dalla rottamazione. Infatti, la rottamazione era una “definizione agevolata”: ossia, il pagamento dell’intero debito, con esclusione di interessi e sanzioni, mora e aggio.
Invece, il condono fiscale è un provvedimento legislativo straordinario con cui si riconosce una particolare agevolazione a favore di chi voglia risolvere la propria posizione con il fisco: si permette al contribuente, che ha debiti verso il fisco, di regolarizzare e sanare la propria posizione con il pagamento di una parte dei debiti (una percentuale stabilita secondo la legge) con la cancellazione della rimanente parte.

Nel mondo della politica (e non solo), il condono fiscale è una misura che alcuni sostengono e altri criticano. Per i sostenitori della misura, questo provvedimento permette un’entrata di denaro nelle casse dello Stato nonostante i reati fiscali (ad esempio, l’evasione fiscale), consente di alleggerire il lavoro dinanzi alle Commissioni Tributarie e di evitare spese di riscossione (magari eccessive rispetto all’ammontare dei debiti esistenti). Invece, i critici del condono fiscali ritengono che tale misura incentivi a non pagare le tasse, consentendo la non punibilità dei contribuenti.

Anche per rispondere ai detrattori del condono fiscale, Salvini ha ipotizzato un provvedimento straordinario che interessa non gli evasori fiscali, ma soltanto quei contribuenti che hanno presentato regolarmente la dichiarazione dei redditi e che poi non sono stati in grado di versare quanto dovuto. Secondo Salvini, a tale categoria di contribuenti si dovrebbe riconoscere la facoltà di pagare una parte del debito e cancellare il restante.
Tuttavia, nel dire questo, il vicepresidente del Consiglio non ha precisato né la cifra massima di debito da poter considerare, né la percentuale e le tempistiche di pagamento per la sanatoria.

È bene precisare che, al momento, non c’è una proposta formale da parte di Salvini.
Infatti, nella delega fiscale appena approvata alla Camera dei deputati e passata al Senato, non c’è menzione di proposta di una tale misura.

Anzi, nell’art. 16 della delega fiscale, il Governo sembra abbracciare un’impostazione molto diversa. Per anticipare l’incasso, da parte dell’agente della riscossione, delle somme dovute dal contribuente debitore, si è previsto quanto segue:
  • da un lato, il progressivo superamento dello strumento delle cartelle esattoriali;
  • dall’altro lato, la riduzione dei tempi per iniziare le azioni cautelari ed esecutive attraverso l’automazione della procedura di pignoramento dei rapporti finanziari: cioè, si consente all’agente della riscossione il prelievo forzoso e diretto dal conto corrente del contribuente debitore.


Si tratta di una misura che va certamente in controtendenza rispetto alle parole di Salvini su una possibile nuova pace fiscale. Si vedrà se e come il Governo riuscirà a conciliare le parole con i provvedimenti promessi dal vicepresidente del Consiglio.


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