La commissione di errori nella dichiarazione ISEE è piuttosto limitata quando ci si avvale della piattaforma dell’INPS che permette la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), poiché essa rileva automaticamente eventuali incongruenze, impedendo la trasmissione di dati errati o bloccando la domanda. Tuttavia, se un errore sfugge ai controlli e il documento viene accettato con dati inesatti, si incorre in sanzioni che possono variare da 5.000 a 25.000 euro. In caso di errore involontario, però, il contribuente ha la possibilità di correggere la dichiarazione ed evitare provvedimenti più severi.
Come correggere un ISEE errato
Se ci si accorge di aver fornito dati inesatti, è fondamentale intervenire tempestivamente. Esistono due modalità per rettificare l’errore:
- modello integrativo (FC3): permette di aggiungere informazioni mancanti senza dover presentare una nuova dichiarazione. Deve essere trasmesso all’INPS o all’Agenzia delle Entrate entro 15 giorni dalla presentazione della DSU iniziale;
- nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU): consente di correggere errori più rilevanti, sostituendo completamente la dichiarazione precedente con dati aggiornati e veritieri.
Molti cittadini si affidano ai CAF per la compilazione dell’ISEE, al fine di ridurre il rischio di errore. Tuttavia, anche questi centri possono commettere imprecisioni. In tal caso, la correzione segue le stesse modalità sopra indicate.
I CAF, ad ogni modo, hanno l’obbligo di informare il contribuente in ordine alle eventuali conseguenze di dichiarazioni inesatte, ma non possono essere ritenuti responsabili per omissioni o errori presenti nei documenti ricevuti.
Sanzioni per dichiarazioni inesatte
Un ISEE errato può comportare conseguenze gravi. Gli artt. 75 e 76 del Testo Unico sulla Documentazione Amministrativa (D.P.R. 445/2000) prevedono sanzioni pecuniarie che vanno da 5.164 a 25.822 euro, con l’impossibilità di ricevere agevolazioni future. Se l’importo del beneficio ottenuto supera i 3.999,96 euro, il richiedente rischia anche una pena detentiva da tre mesi a sei anni. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate può esigere la restituzione delle somme indebitamente percepite.
Errori scoperti dopo l’erogazione del bonus
Se un errore nell’ISEE viene scoperto solo dopo aver ricevuto un’agevolazione, il beneficiario è tenuto a correggerlo immediatamente. L’art. 316 ter del c.p. sanziona chi ottiene indebitamente contributi pubblici attraverso dichiarazioni non veritiere. In questi casi, è essenziale rettificare l’ISEE il prima possibile per evitare conseguenze legali ed economiche.
In definitiva, la corretta compilazione dell’ISEE è fondamentale per accedere alle agevolazioni senza incorrere in sanzioni o procedimenti legali. Controllare attentamente i dati inseriti e correggere tempestivamente eventuali inesattezze è il modo migliore per tutelarsi.