Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Detrazioni fiscali 2026, rischi di perdere lo sconto sulla retta dell’RSA dei tuoi genitori anche se paghi col bonifico

• Fisco - -
Detrazioni fiscali 2026, rischi di perdere lo sconto sulla retta dell’RSA dei tuoi genitori anche se paghi col bonifico
Una retta pagata con regolare bonifico può non dare diritto a nulla se la fattura non separa i servizi sanitari da quelli alberghieri. Ecco come funzionano detrazione, deduzione e attestazioni
Il Fisco non rimborsa la retta di una casa di cura, ma ne riconosce soltanto la parte sanitaria. Vitto, alloggio e pulizie non danno diritto ad alcuno sconto. Chi paga per un genitore ricoverato deve quindi sapere, prima della dichiarazione dei redditi, quanta parte della retta può portare in detrazione o in deduzione e che cosa deve risultare nei documenti.

Quota sanitaria e quota alberghiera
Il Testo unico delle imposte sui redditi (D.P.R. n. 917/1986) divide i costi di una struttura residenziale in due gruppi. Nel primo rientrano l'attività di medici, infermieri, fisioterapisti e operatori socio-sanitari, la riabilitazione, i medicinali e i presidi che la struttura mette a disposizione. Il secondo raccoglie vitto, alloggio, pulizie e lavanderia, oltre agli extra di comfort come telefono, televisione e climatizzazione.

Solo il primo gruppo dà diritto a un vantaggio fiscale. Il secondo è trattato come ordinario costo di soggiorno e resta fuori da ogni agevolazione. Se la retta è onnicomprensiva e non evidenzia quanto è stato speso per i servizi sanitari, l'Agenzia delle Entrate non riconosce la spesa. L'orientamento è consolidato e compare nelle circolari n. 10/2005 e n. 24/2022. Per la parte medica della degenza in una casa di cura privata vale la detrazione del 19% di cui al comma 1, lett. c) dell'art. 15 del T.U.I.R., calcolata sulla sola componente sanitaria.

Non autosufficienza e detrazione del 19%
Chi paga l'assistenza personale di un familiare che non riesce a gestire da solo la vita quotidiana può detrarre il 19% della spesa, come stabilisce l'art. 15, comma 1, lett. i-septies), del TUIR. In una casa di cura si considera soltanto la parte di retta che copre assistenza e prestazioni sanitarie. Le condizioni da rispettare sono tre.

Il certificato del medico
La prima condizione è il certificato medico, poiché la dichiarazione dell'interessato non è sufficiente. È non autosufficiente chi non riesce da solo a mangiare, a curare l'igiene e i bisogni fisiologici, a spostarsi senza un aiuto continuo o a vestirsi. Il beneficio spetta anche quando la non autosufficienza dipende da malattie che richiedono una sorveglianza costante.

Il tetto di spesa e la divisione tra familiari
La detrazione si calcola su un massimo di 2.100 euro, quindi l'imposta lorda può ridursi fino a un massimo di 399 euro l'anno. Il limite è legato a chi presenta la dichiarazione e non al numero di persone assistite. Un figlio che salda le rette di entrambi i genitori dispone comunque di un solo massimale di 2.100 euro. Se più familiari contribuiscono alla retta dello stesso parente, quel massimale si divide tra loro in proporzione a quanto ciascuno ha versato.

La soglia di reddito
Chi supera i 40.000 euro di reddito complessivo perde il beneficio. Nel conteggio si sommano anche gli affitti tassati con cedolare secca.

Disabilità e deduzione dal reddito
Se il ricoverato ha una disabilità riconosciuta dall'art. 3 della legge 104, o un'invalidità civile al 100%, scatta il regime più vantaggioso di cui al comma 1, lett. b) dell'art. 10 del T.U.I.R.. Le spese mediche e di assistenza specifica pagate alla struttura non producono una detrazione, ma vengono sottratte dal reddito complessivo.
I vantaggi sono concreti. La parte sanitaria della retta si deduce per intero, senza massimale e a prescindere dal reddito, quindi la soglia dei 40.000 euro non viene in rilievo. Il guadagno dipende dall'aliquota marginale, perché la somma abbassa l'imponibile Irpef e fa risparmiare di più chi si colloca negli scaglioni alti.

Cosa deve risultare in fattura
La struttura deve indicare in modo distinto la quota sanitaria e assistenziale e quella alberghiera. Gli importi quindi devono risultare separati, anche attraverso una percentuale forfettaria fissata da una delibera regionale, come l'Agenzia ammette per i ricoveri di persone con disabilità. Se la casa di cura rilascia un solo documento con il totale, la famiglia può farsi consegnare una dichiarazione che scorpori le voci.

Pagamenti tracciabili e intestazione
La detrazione presuppone strumenti di pagamento tracciabili, come prevede l'art. 1, comma 679, della legge n. 160 del 27 dicembre 2019 (legge di bilancio per il 2020). Sono ammessi bonifici bancari e postali, carte di credito, di debito e prepagate, assegni bancari e circolari. Chi paga in contanti perde l'agevolazione, anche se la fattura è impeccabile. È quindi necessario conservare fatture, contabili dei bonifici, scontrini del POS ed estratti conto.

Il documento è intestato, con codice fiscale, alla persona assistita oppure al familiare che sopporta di fatto il costo. Chi detrae la spesa per un parente non fiscalmente a carico deve poter dimostrare il pagamento attraverso la tracciabilità o una nota sul documento che certifichi il saldo effettuato da chi presenta la dichiarazione.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.