Introdotto allo scopo di sostenere economicamente i genitori in difficoltà con il versamento dell'assegno di mantenimento, il contributo - finora - era rimasto "lettera morta". In origine quantificati in 10 milioni di euro, i soldi per coprirne l'erogazione sono stati sbloccati soltanto mercoledì 19 marzo: in questa data il capo del Dipartimento per le politiche della Famiglia della presidenza del Consiglio ha, infatti, apposto la propria firma al decreto attuativo della misura, dando mandato all'Inps per il suo versamento. E proprio tra l'ente di previdenza e il Dipartimento della Famiglia erano sorti dei contrasti in merito all'applicazione della misura, con specifico riferimento alla configurazione dei requisiti d'accesso.
A conti fatti, saranno utilizzati circa 8 milioni e mezzo di euro, mentre le rimanenti risorse saranno accantonate in attesa che terminino tutti i controlli sulle domande presentate all'Inps.
Come indica il sito web ufficiale Inps, tali domande per il bonus per genitori separati, divorziati e/o non conviventi potevano essere presentate entro e non oltre il 2 aprile dello scorso anno. In particolare, la misura in oggetto è stata pensata per assicurare un contributo ai genitori in stato di bisogno, ossia con un reddito non superiore a 8.174 euro nell'anno della mancata integrale corresponsione del mantenimento, e che, nel periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19:
- risultavano conviventi con figli minori o maggiorenni portatori di disabilità grave;
- non avevano ricevuto l'assegno di mantenimento per inadempienza dell’altro genitore (ex coniuge o ex convivente). Il diritto all'assegno di mantenimento deve essere documentato da atto del tribunale.
Concludendo, il bonus genitori separati, divorziati e/o non conviventi è corrisposto in un’unica soluzione, in misura pari all'ammontare non versato dell'assegno di mantenimento e fino a concorrenza di 800 euro mensili. Il contributo spetterà per un massimo di 12 mensilità.