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Visite mediche, non dovrai più pagare molte prestazioni, aggiornate le malattie esenti dal ticket: ecco tutte le novità

Visite mediche, non dovrai più pagare molte prestazioni, aggiornate le malattie esenti dal ticket: ecco tutte le novità
Dalla revisione delle prestazioni sanitarie alle nuove regole per l'assistenza specialistica, protesica e per le malattie rare: cosa cambia per i cittadini e quali sono le sfide per garantire cure più uniformi in tutta Italia
I Livelli essenziali di assistenza (LEA) rappresentano uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale (SSN): essi, infatti, definiscono l'insieme delle prestazioni e dei servizi che il sistema pubblico è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente oppure con il pagamento di un ticket, secondo le condizioni e i criteri previsti dalla normativa.
Il loro obiettivo è assicurare un livello minimo uniforme di tutela della salute su tutto il territorio nazionale, riducendo le disuguaglianze nell'accesso alle cure. L'evoluzione della medicina, l'introduzione di nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche e il cambiamento dei bisogni assistenziali rendono tuttavia necessario un aggiornamento periodico delle prestazioni garantite.
In questo contesto, il 2026 segna un passaggio normativo importante: il 30 settembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute del 3 agosto 2026, relativo al primo aggiornamento del DPCM 12 gennaio 2017 in materia di LEA. Il provvedimento interviene su diversi ambiti dell'assistenza sanitaria e aggiorna specifici elenchi di prestazioni e disposizioni.

L’aggiornamento, più nel dettaglio, prevede circa 800 interventi tra nuovi servizi, prestazioni e terapie, attraverso l’introduzione di nuove voci, la modifica di quelle esistenti e la revisione o sostituzione delle prestazioni non più attuali.
Tra le principali novità rientra l’estensione su tutto il territorio nazionale dello screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA), con l’obiettivo di favorire una diagnosi tempestiva e consentire l’avvio precoce dei trattamenti. Il programma di screening neonatale viene inoltre ampliato con l’inclusione di altre otto patologie metaboliche e rare, rafforzando gli strumenti di individuazione precoce delle malattie congenite.
Ulteriori innovazioni riguardano l’assistenza alla gravidanza, con l’introduzione di nuove prestazioni, tra cui i test prenatali non invasivi, e il potenziamento dei controlli previsti per la gravidanza fisiologica. L’obiettivo è migliorare il monitoraggio della salute materna e fetale, promuovendo percorsi assistenziali più appropriati e una maggiore attenzione alla prevenzione.
Un capitolo importante riguarda le malattie croniche e invalidanti e le malattie rare. L’aggiornamento prevede l’inserimento di nuove patologie, l’ampliamento delle prestazioni erogabili in regime di esenzione e la revisione della classificazione di alcune malattie o gruppi di patologie rare già riconosciuti. Queste misure mirano a rendere più adeguata la risposta assistenziale ai bisogni dei pazienti e a migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie necessarie.
Particolare rilievo assumono gli interventi dedicati alla diagnosi e al trattamento delle patologie oncologiche. Tra questi figura l’introduzione di prestazioni finalizzate a una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in fase iniziale. Le nuove possibilità diagnostiche sono orientate a supportare la scelta terapeutica, favorendo trattamenti più mirati e appropriati.
È inoltre previsto lo sviluppo di un programma nazionale di screening e sorveglianza per individuare le varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2, associate a un aumento del rischio di tumore della mammella e dell’ovaio. Il percorso è rivolto, secondo i criteri previsti, alle donne appartenenti a famiglie con casi di tumore e con una predisposizione genetica documentata. Per le donne sane che risultano portatrici di tali varianti sono previsti percorsi di sorveglianza attiva, che possono comprendere visite senologiche ed esami strumentali, come ecografie e mammografie, in base alle indicazioni cliniche.
Viene inoltre aggiornata l’organizzazione delle prestazioni di radioterapia, con l’obiettivo di integrare in un unico percorso il trattamento radioterapico e le attività preparatorie necessarie alla sua esecuzione. Una maggiore integrazione delle fasi assistenziali può contribuire a rendere più coerente e appropriato il percorso di cura.
L’aggiornamento interessa anche la specialistica ambulatoriale, attraverso l’inserimento di nuove prestazioni e la revisione del nomenclatore, con l’eliminazione di quelle considerate obsolete. L’intervento punta ad allineare l’offerta sanitaria all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie diagnostiche e terapeutiche.
Nel complesso, la revisione dei LEA rappresenta un passaggio importante per adeguare il Servizio sanitario nazionale ai nuovi bisogni di salute. La sua efficacia dipenderà dalla concreta attuazione delle disposizioni, dalla disponibilità delle risorse e dalla capacità di garantire un accesso uniforme alle prestazioni in tutte le Regioni, affinché le innovazioni introdotte si traducano in benefici effettivi per i cittadini.

Ma come sono organizzati i LEA?
I LEA sono organizzati in tre grandi aree:
  • prevenzione collettiva e sanità pubblica: comprende le attività di prevenzione delle malattie, vaccinazione, screening, sorveglianza epidemiologica, sicurezza alimentare e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro;
  • assistenza distrettuale: include le cure primarie, la medicina generale e pediatrica, l'assistenza farmaceutica, la specialistica ambulatoriale, i servizi territoriali, l'assistenza domiciliare e una parte importante dell'assistenza sociosanitaria;
  • assistenza ospedaliera: comprende le prestazioni erogate in ospedale, i ricoveri ordinari e diurni e le altre attività ospedaliere previste dal sistema.
L'inclusione di una prestazione nei LEA non significa necessariamente che essa sia gratuita in ogni circostanza. L'accesso può dipendere da indicazioni cliniche, prescrizione, eventuali esenzioni, ticket e modalità organizzative regionali.
Adesso la novità di maggiore rilievo è la pubblicazione del decreto 3 agosto 2026, intitolato Primo aggiornamento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, in materia di livelli essenziali di assistenza.

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