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Successione, rischi di pagare tutta la TARI della casa ereditata anche se è vuota e hai altri fratelli: ecco cosa fare

Successione, rischi di pagare tutta la TARI della casa ereditata anche se è vuota e hai altri fratelli: ecco cosa fare
Abitazione ereditata ma non abitata, scopriamo quando la TARI è dovuta, quando è possibile non versarla e che cosa devono fare gli eredi dopo la successione
Ereditare una casa non significa automaticamente essere esonerati dalla TARI, anche quando l'immobile rimane vuoto per mesi o anni. La tassa sui rifiuti, infatti, non dipende esclusivamente dall'effettivo utilizzo dell'immobile, ma dalla presenza di locali o aree suscettibili di produrre, anche solo potenzialmente, rifiuti urbani.

La regola generale è contenuta nella legge n. 147/2013. L'articolo 1, comma 641, stabilisce che il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il comma 642 aggiunge che il tributo è dovuto da chiunque possieda o detenga tali locali o aree e che, in presenza di più possessori o detentori, questi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria.

Una casa ereditata e semplicemente lasciata vuota continua generalmente a essere soggetta alla TARI. Una seconda abitazione utilizzata soltanto occasionalmente, per esempio durante le vacanze, rimane infatti normalmente assoggettata al tributo per il periodo in cui sussiste il presupposto impositivo.

Anche il proprietario non residente può quindi essere tenuto al pagamento se mantiene la disponibilità di un'abitazione idonea all'utilizzo (Cass. sent. n. 21703/2022, n. 9872/2023). Il regolamento comunale può tuttavia prevedere riduzioni per immobili tenuti a disposizione o utilizzati in modo stagionale, limitato o discontinuo.

I commi 659 e 660 dell'art. 1 della legge n. 147/2013 consentono, infatti, agli enti locali di introdurre specifiche agevolazioni ed esenzioni valide a livello territoriale. Per sapere se sono previste e a quali condizioni, occorrerà consultare il regolamento TARI vigente sul sito web del Comune di interesse, generalmente nella sezione Tributi, TARI o Ufficio Tributi, oppure rivolgersi direttamente all'ufficio competente.

Diversa è la situazione dell'immobile che non è semplicemente vuoto, ma concretamente inutilizzabile. Secondo i chiarimenti offerti dal Dipartimento delle Finanze, la presenza di arredi oppure l'attivazione anche di una sola utenza di rete costituiscono una presunzione semplice della detenzione dell'immobile e della sua attitudine a produrre rifiuti. Il contribuente potrà tuttavia fornire la prova contraria, dimostrando l'effettiva inutilizzabilità dei locali (sul punto Cass. n. 1711/2017). Il semplice distacco di luce, acqua e gas, quindi, non garantisce da solo l'esclusione dalla TARI. Di volta in volta dovranno essere valutati anche la presenza di mobili e suppellettili, lo stato dei locali e le condizioni degli impianti.

Inoltre, quando il proprietario dell'immobile muore, sarà necessario distinguere tra i debiti TARI maturati prima del decesso e quelli relativi al periodo successivo all'apertura della successione. Le somme dovute dal defunto entrano nel passivo ereditario e gli eredi ne rispondono secondo le regole della successione. Le sanzioni amministrative tributarie, invece, non si trasmettono agli eredi, in base all'art. 8 del d.lgs. n. 472/1997, che stabilisce l'estinzione della sanzione con la morte dell'autore della violazione. Il principio di responsabilità personale è stato ribadito anche dalla sentenza n. 22476/2025 della Cassazione civile.

Per la TARI maturata dopo l'apertura della successione bisogna, invece, verificare chi possiede o detiene l'immobile e se sussiste il presupposto del tributo. Se ci sono più possessori o detentori, l'obbligazione è unica e i coobbligati rispondono in solido nei confronti del Comune. L'ente può quindi rivolgersi anche a uno solo degli obbligati, ferma restando la possibilità di regolare successivamente i rapporti economici tra gli interessati. Se uno dei coeredi entra nella casa e la utilizza stabilmente come abitazione, dovrà regolarizzare la propria posizione TARI secondo le modalità previste dal Comune. La concreta individuazione dei soggetti obbligati dovrà comunque essere valutata alla luce della situazione di possesso o detenzione e del regolamento comunale.

Si rimarca che lo stato di inagibilità può incidere sulla TARI, ma deve essere effettivo e dimostrato. Non basta che l'immobile sia vecchio, scomodo o semplicemente bisognoso di manutenzione. A seconda delle regole comunali, potranno contribuire a dimostrare l'impossibilità di utilizzo una perizia tecnica, un provvedimento dell'autorità, l'assenza dei servizi essenziali, fotografie o altra documentazione.

Considerazioni analoghe per un immobile in ristrutturazione: l'eventuale esclusione dalla TARI riguarderà il periodo in cui la casa è realmente inutilizzabile a causa dei lavori e potrà essere subordinata alla presentazione di documentazione edilizia, comunicazioni relative agli interventi o ulteriori prove richieste dall'Ufficio Tributi.

Per l'erede, il primo passo dopo la successione consiste nel verificare presso il Comune la posizione TARI dell'immobile, controllando se l'utenza sia ancora intestata al defunto e se risultino somme non pagate. Se la casa è arredata e immediatamente utilizzabile, la TARI deve essere generalmente considerata dovuta, salvo eventuali riduzioni previste dal regolamento comunale. Se invece è realmente sgombra, priva delle forniture e inutilizzabile, è opportuno presentare tempestivamente all'Ufficio Tributi del Comune competente una dichiarazione documentata per chiedere l'esclusione o l'agevolazione prevista, secondo le modalità stabilite dall'ente.

A seconda delle richieste del Comune potranno essere necessarie informazioni su dati catastali, data del decesso, nominativi degli eredi, documentazione relativa alle utenze, fotografie dei locali, perizie tecniche, provvedimenti di inagibilità e documenti relativi ai lavori di ristrutturazione. Dovranno inoltre essere comunicate le variazioni successive, come la riattivazione delle utenze o l'ingresso di un erede nell'abitazione.

In definitiva, non è l'eredità in sé a determinare il pagamento della TARI. Caso per caso occorrerà considerare la concreta condizione dell'immobile, chi lo possiede o detiene, la sua effettiva utilizzabilità e quanto previsto dal regolamento TARI del Comune competente.


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