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Nuova sanatoria fiscale 2025, addio alle cartelle esattoriali, debito cancellato: ecco gli anni interessati e i dettagli

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Nuova sanatoria fiscale 2025, addio alle cartelle esattoriali, debito cancellato: ecco gli anni interessati e i dettagli
La prospettata soluzione di cancellazione totale di un'ingente mole di debiti non solo libererebbe i cittadini da un peso economico insostenibile, ma allevierebbe anche il lavoro dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Vediamo quale segmento interessa l'operazione di cancellazione delle cartelle esattoriali
La cartella esattoriale è il documento ufficiale con cui l’Agenzia delle Entrate - Riscossione (AdER) invita il contribuente a pagare determinate somme di cui è debitore nei confronti dello Stato o di altri enti pubblici.
Fatti salvi i casi nei quali si ritiene possibile contestare la cartella con le modalità indicate nella documentazione, il debitore è tenuto a versare gli importi richiesti. Nel caso in cui non disponesse degli importi necessari per effettuare il pagamento, ne potrà chiedere la rateizzazione.

Uno dei modi per poter pagare meno una cartella esattoriale è rappresentato dalle sanatorie che, periodicamente, vengono messe in campo dall’esecutivo.
In un contesto caratterizzato da un aumento dei prezzi e da una crescente pressione sul potere d’acquisto di cittadini e famiglie, la rottamazione delle cartelle esattoriali, in particolare, rappresenta una misura fiscale potenzialmente di grande supporto.
Conosciuta anche come definizione agevolata, questa misura è stata introdotta più volte dal legislatore, con l'obiettivo di facilitare la riscossione dei crediti da parte dello Stato. Al contempo, offre ai contribuenti l’opportunità di saldare i propri debiti iscritti a ruolo, pagando esclusivamente il capitale originario, in quanto consente di ottenere la cancellazione di interessi di mora, sanzioni e aggio sulle somme dovute.

Il contribuente, il quale dovesse dichiarare di versare in una temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria, potrà chiedere la rateizzazione delle somme – se sono di importo inferiore a 120.000 euro – fino a un massimo di 84 rate. A partire dal 2027 e nel 2028 sarà possibile, invece, saldare il proprio debito in 96 rate e in 108 per le richieste che verranno presentate dopo il 1° gennaio 2029.
Se, invece, il contribuente documenta la temporanea situazione di difficoltà economica, può ottenere un numero maggiore di rate. L’agevolazione messa a disposizione dei diretti interessati si articola come segue:
  • nel 2025 e nel 2026 si possono ottenere da 85 a 120 rate;
  • nel 2027 e nel 2028 si possono ottenere da 97 a 120 rate;
  • a partire dal 1° gennaio 2029, da 109 a 120 rate.

Tuttavia, nel corso degli anni le rottamazioni hanno dimostrato limiti evidenti. Invero, le diverse misure di rottamazione e rateizzazione messe in atto, come ha osservato la Corte dei Conti, hanno finito per dare linfa all’inerzia contributiva: "le ripetute sanatorie incentivano l’attesa di ulteriori sconti, minando di fatto l’efficacia del sistema".

In questi giorni Roberto Benedetti, presidente della Commissione speciale nominata dal Ministero dell’Economia, ha confermato - nel corso di un’audizione alla Commissione finanze del Senato - l’esistenza di un ammontare di 537,8 miliardi di euro in cartelle esattoriali, che lo Stato difficilmente riuscirà a recuperare. Un dato che, seppur parziale, rappresenta solo una parte del cosiddetto "magazzino" fiscale, il cui valore complessivo supera i 1.272 miliardi.

A conclusione di un’analisi approfondita sull’arretrato non riscosso, sono state proposte soluzioni per ridurre la mole di debiti, molti dei quali ormai considerati inesigibili. Tra le ipotesi al vaglio è emersa quella di un condono tombale, che punti ad abolire completamente l’importo dovuto, liberando i contribuenti dal peso di debiti insostenibili e, al contempo, semplificando la gestione per AdER, considerato anche che i costi di riscossione superano spesso l’importo dovuto.

Ma chi ne beneficerebbe?
Il condono aiuterebbe a “ripulire” il magazzino delle cartelle fiscali non riscosse, partendo innanzitutto dai crediti più vecchi: le cartelle datate tra il 2000 e il 2010.
Sarebbero interessati i debiti dei contribuenti su cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione tenta, ormai inutilmente da anni, la riscossione: un significativo segmento della popolazione, composto da contribuenti nullatenenti, oppure falliti o addirittura deceduti e senza eredi da attaccare o con debiti che non passano agli eredi.
Si tratta, quindi, di contribuenti che già oggi rischiano zero e, pertanto, mai pagherebbero a prescindere. In definitiva solo un vero e proprio dispendio di energie fra notifiche, lettere, raccomandate e personale impegnato per incassare qualcosa oggettivamente non più esigibile.

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