Chiariamo subito che la condizione di figlio fiscalmente a carico non dipende dalla convivenza, dal grado di sostegno affettivo né dal fatto che il giovane studi o lavori. Il Fisco ragiona esclusivamente in termini di reddito complessivo lordo annuo, applicando soglie differenziate in base all'età.
Per il periodo d'imposta 2025, su cui si dichiara nel 730/2026, la soglia è fissata a 4.000 euro per i figli fino ai 24 anni compiuti, mentre scende a 2.840,51 euro per chi ha superato quell'età. Il superamento di queste cifre, anche per un solo euro, determina la perdita totale della detrazione per tutto l'anno, senza possibilità di calcolo proporzionale.
Un errore che spesso fanno i contribuenti è tenere conto solo dello stipendio netto che arriva sul conto corrente. Il legislatore considera invece il reddito lordo complessivo, che include i redditi da lavoro dipendente, i proventi da locazioni brevi, i redditi da lavoro autonomo anche in regime forfettario e alcune tipologie di borse di studio o assegni di ricerca. Prima di inviare la dichiarazione, è indispensabile verificare la Certificazione Unica del figlio.
Il sistema delle agevolazioni per i figli, dal 2022, si è diviso in due filoni. Per i figli sotto i 21 anni, le detrazioni Irpef mensili in busta paga hanno lasciato il campo all'Assegno Unico erogato dall'Inps. Invece, per i figli tra i 21 e i 30 anni rilevano le detrazioni per figli a carico.
Pertanto, un figlio di 24 anni che lavora non percepisce più l'Assegno Unico (salvo situazioni di disabilità o specifici requisiti ISEE), ma il genitore deve ricordare di richiedere la detrazione Irpef. Se il reddito del figlio però supera la soglia dei 4.000 euro (o dei 2.840,51 euro in caso di età superiore ai 24 anni), si perde il diritto alla detrazione.
Finché il figlio è fiscalmente a carico, il genitore può detrarre al 19% una serie di spese che spesso pesano in modo significativo sul bilancio familiare, come visite specialistiche, ticket e dispositivi medici, tra cui occhiali o apparecchi acustici, rette universitarie e tasse scolastiche, il canone di locazione per lo studente fuori sede che risiede a più di 100 km dal Comune di origine, fino a un massimo di 2.633 euro, le iscrizioni a palestre e strutture sportive per i ragazzi fino ai 18 anni, gli abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e infine i premi assicurativi per polizze vita o infortuni intestate al figlio.
Una volta superata la soglia dei 4.000 euro, solo il figlio può detrarre tali spese. Il problema è che, con un reddito così modesto, la sua imposta lorda sarà minima o pari a zero, rendendo di fatto inutilizzabili le detrazioni. Ne deriva la perdita dei rimborsi per l'intero nucleo familiare.
Chi ha un figlio con partita IVA in regime forfettario deve prestare attenzione a un meccanismo spesso sottovalutato. Anche se l'aliquota sostitutiva è ridotta al 5% per i primi anni, il reddito imponibile, calcolato applicando i coefficienti di redditività al fatturato, è quello che conta ai fini del superamento delle soglie.
Per i figli che lavorano all'estero, invece, il reddito prodotto fuori dall'Italia non rileva solo se il figlio è iscritto all'AIRE e ha trasferito la propria residenza fiscale all'estero. In tutti gli altri casi, i redditi esteri vanno comunque considerati nel conteggio.
Se sussiste il dubbio che il figlio possa superare la soglia nel corso del 2026, la scelta più prudente è comunicare tempestivamente al proprio datore di lavoro la rinuncia alle detrazioni mensili in busta paga. Se a consuntivo il figlio risulterà ancora a carico, le detrazioni potranno essere recuperate integralmente con il 730. In caso invece di fruizione di detrazioni non spettanti, scatterebbe un conguaglio a debito, con possibili interessi, nello stipendio di dicembre o nel rimborso dell'anno successivo.
Esiste un'unica eccezione al limite di età per i figli con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104. Per loro le detrazioni non hanno scadenza anagrafica e il genitore può continuare a fruirne indipendentemente dall'età del figlio, purché il reddito di quest'ultimo non superi la soglia di 2.840,51 euro. Le spese mediche e di assistenza specifica beneficiano inoltre di regole di deducibilità più favorevoli, a beneficio del nucleo familiare.