Il Fondo mette a disposizione 50 milioni di euro per finanziare percorsi di formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale, mentre il decreto direttoriale introduce la possibilità di riconoscere un bonus di 250 euro a chi completa con esito positivo l'esame finale di determinati percorsi formativi. Per i lavoratori genitori il sostegno può arrivare fino a 650 euro, secondo i criteri stabiliti dalle Regioni.
Le risorse del FPCRP possono essere utilizzate per finanziare e realizzare diverse tipologie di interventi. Una prima misura riguarda i percorsi di aggiornamento professionale della durata massima di 60 ore, destinati ai lavoratori occupati presso imprese dei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e per la transizione digitale ed ecologica.
È prevista poi una seconda tipologia di intervento, rivolta ai lavoratori beneficiari di trattamenti di integrazione salariale per i quali sia programmata una riduzione dell'orario superiore al 30%, calcolata su un periodo di dodici mesi. In questo caso possono essere organizzati percorsi di aggiornamento professionale fino a 150 ore, oppure percorsi di riqualificazione professionale da 151 a 600 ore. Queste attività possono essere organizzate anche dai Centri per l'impiego e dalle strutture regionali incaricate della gestione delle crisi aziendali, sulla base delle richieste delle imprese del territorio oppure degli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali per affrontare specifiche situazioni di crisi.
Il Fondo finanzia altresì i Job Day collegati a specifici percorsi di aggiornamento professionale. Le attività formative possono avere una durata massima di 60 ore e possono essere svolte anche dopo la giornata dedicata al Job Day.
Un'ulteriore possibilità riguarda le attività formative di aggiornamento professionale mirate, sempre fino a 60 ore, organizzate dai Centri per l'impiego sulla base delle esigenze espresse dalle aziende del territorio.
Infine, sono previsti servizi di supporto alla ricollocazione professionale attraverso l'outplacement, accompagnati da attività formative di aggiornamento professionale della durata massima di 60 ore.
La misura di maggiore interesse per i partecipanti riguarda il possibile riconoscimento del citato bonus di 250 euro. Il decreto stabilisce, infatti, che le Regioni possono prevedere questo incentivo per i partecipanti che superano positivamente l'esame finale dei percorsi visti sopra e previsti dall'art. 3, comma primo, lettere a), b), d) ed e), con la sola esclusione dei partecipanti ai soli Job Day (lett. c)), anche qualora l'iniziativa sia collegata ad attività formative.
Una disciplina particolare è prevista per i beneficiari che sono genitori. In questo caso il bonus deve essere previsto dalla Regione e può arrivare fino a 650 euro complessivi. La Regione dovrà individuare i criteri per determinare l'importo, scegliendo alternativamente tra due possibili parametri: la soglia ISEE del genitore richiedente oppure il numero dei figli. In particolare, se viene utilizzato il criterio del numero dei figli, il bonus ordinario di 250 euro viene incrementato di 100 euro per ogni figlio di età inferiore a 10 anni, fino al limite massimo di 650 euro. Il decreto prevede tuttavia un'eccezione. La programmazione di questo bonus maggiorato è facoltativa quando la Regione abbia già previsto, utilizzando altri fondi, misure analoghe o forme di sostegno alla genitorialità rivolte agli stessi destinatari.
Il sostegno economico non si esaurisce necessariamente nel bonus legato al superamento dell'esame. Il decreto consente, infatti, di prevedere anche una indennità di partecipazione per chi prende parte ai corsi e agli interventi formativi. La sua concreta applicazione dipende però dalla programmazione regionale e la sua funzione è distinta da quella del bonus.
Accanto alla formazione, per i destinatari del Fondo in oggetto possono essere avviati anche percorsi di Individuazione, Validazione e Certificazione delle Competenze. Svolte da soggetti appositamente titolati, sono procedure finalizzate a individuare e valorizzare le conoscenze e le capacità acquisite dalla persona, rendendo trasparenti le attività svolte e i risultati dell'apprendimento. L'obiettivo di fondo è rendere le competenze acquisite maggiormente spendibili anche in altri contesti professionali, facilitando quindi eventuali processi di ricollocazione.
La gestione delle risorse è affidata alle Regioni che, sulla base delle esigenze territoriali, devono adottare un Piano di programmazione salvo che i fondi siano già stati programmati nell'ambito dei Piani regionali del Programma GOL. Il Piano è sottoposto al Ministero del Lavoro per la verifica di coerenza con le finalità del Fondo. Dopo l'approvazione, le risorse assegnate sono erogate alla Regione su richiesta. Le attività programmate devono rispettare i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) previsti dall'art. 18 del d.lgs. n. 150/2015 e gli standard della formazione richiamati dal decreto.
Una volta realizzati gli interventi previsti dal Piano e terminati i percorsi, la Regione deve trasmettere al Ministero del Lavoro una relazione sulle attività svolte, dando conto dell'attuazione della programmazione approvata.
Ricapitolando, per i lavoratori interessati il risultato concreto di questa iniziativa rientrante nelle politiche attive si traduce nell'accesso a percorsi di aggiornamento, riqualificazione e ricollocazione, con la possibilità di ottenere anche appositi e utili sostegni economici che debbono essere previsti dalle Regioni.