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Bonifico al figlio, ecco cosa scrivere nella causale per evitare controlli del Fisco: tutti i suggerimenti

Bonifico al figlio, ecco cosa scrivere nella causale per evitare controlli del Fisco: tutti i suggerimenti
A Manuela è capitato di disporre - mediante bonifico - il trasferimento di una certa somma di denaro sul conto corrente del figlio che non aveva soldi a sufficienza per pagare il canone di locazione. Manuela ha omesso di indicare la causale, non ritenendo necessario farlo. Cosa rischia?
Un bonifico fatto a favore di un figlio in difficoltà potrebbe essere una pratica innocua, aliena da implicazioni fiscali: invece è fondamentale prestare attenzione alla causale, per evitare possibili controlli fiscali o malintesi con l’Agenzia delle Entrate.

Innanzitutto occorre chiarire che la causale del bonifico indica il motivo per cui spostiamo una determinata somma dal nostro conto a quello di un’altra persona (o di un ente, di un'azienda, associazione, eccetera). In assenza di una specifica prescrizione di legge che ne imponga la relativa indicazione, si deduce che la causale non costituisce un elemento essenziale del bonifico. Di qui la validità del bonifico di Manuela.
Tuttavia - al fine evitare possibili problemi con il Fisco - si invita sempre a descrivere correttamente la causale, indicando altresì dei riferimenti temporali ben precisi.
Se, ad esempio, si deve pagare il canone di locazione di maggio, la causale potrebbe essere “Canone di locazione maggio 2025”. Nel caso in cui, invece, si tratti di una fattura, è opportuno scrivere il numero del documento in questione e il relativo oggetto. A titolo di esempio la causale potrebbe essere: "Fattura n. 23, acquisto lenti a contatto mensili".

Ciò per un duplice ordine di motivazioni:
  • di carattere pratico, ovvero per tenere traccia dei trasferimenti di denaro che sono stati eseguiti e ricordarne le motivazioni;
  • per fini probatori, qualora siano in corso delle indagini dell’Agenzia delle Entrate.

Le finalità di uno spostamento di denaro potrebbero, invero, non essere del tutto chiare al Fisco e proprio la mancata giustificazione dell’operazione potrebbe determinare una presunzione sfavorevole per il contribuente che l’ha eseguita.

La causale, quindi, in questi casi assume un ruolo determinante. Si segnala, sul punto, anche la recente ordinanza della Cassazione - la n. 16850 del 19 giugno 2024 - nel punto in cui spiega che “se il contribuente non fornisce valide giustificazioni dei prelievi e versamenti effettuati su conti correnti a lui riconducibili, è legittimo l’accertamento bancario eseguito dall’Amministrazione finanziaria ai sensi dell’articolo 32 del Testo unico sull’accertamento delle imposte sui redditi”. In pratica viene in rilievo la "presunzione di reddito”, una regola secondo cui ogni versamento su un conto corrente può essere considerato reddito, a meno che non si dimostri il contrario.

Ecco alcuni esempi di causali da poter utilizzare:
  • causale per sostegno genitoriale, contributo spese quotidiane: queste causali indicano chiaramente il motivo del trasferimento senza lasciare margini di interpretazione fiscale;
  • causale per locazione e affitto: per le locazioni di immobili, ad uso abitativo o commerciali, nella causale va riportata semplicemente la dicitura “canone di affitto” o “canone di locazione”. Inoltre, è importante indicare sia l’anno che il mese a cui il bonifico si riferisce: ad es. canone di locazione dicembre 2024;
  • causale per donazione o prestito: la causale deve essere inserita anche nel caso in cui si desideri, ad esempio, regalare una somma di denaro. In tal caso si consiglia di indicare sempre nome e cognome del figlio beneficiario, oltre al motivo del versamento. Ad esempio è possibile scrivere: “regalo a mio figlio per il compleanno”, “contributo a mia figlia per studiare all’estero” e così via. Per importi molto alti, invece, la sola causale potrebbe non bastare, occorrendo magari ricorrere a un atto scritto;
  • causale per pagamenti: nel caso il bonifico serva a pagare dei servizi, forniture di beni o prodotti ricevuti, è importante riportare nella causale i numeri identificativi delle fatture in questione. Buona norma è anche specificare se si sta pagando un acconto o l’intero prezzo del servizio;
  • causale per ristrutturazioni della prima casa. In questo caso, per ottenere le detrazioni fiscali è necessario effettuare il c.d. “bonifico parlante“. Questo tipo di bonifico contiene delle informazioni aggiuntive rispetto a quello ordinario, come il codice fiscale del soggetto pagante, la partita Iva dell’impresa che ha effettuato i lavori, nonché la norma di legge che consente di ottenerlo.

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