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Ristorante vieta l'ingresso ai tuoi bambini, ecco cosa puoi fare per tutelarti: cosa dice la legge e sanzioni previste

Ristorante vieta l'ingresso ai tuoi bambini, ecco cosa puoi fare per tutelarti: cosa dice la legge e sanzioni previste
Ristoranti childfree: scopri se è possibile vietare l'accesso ai più piccoli
In estate, si sa, le occasioni per una cena fuori sono più frequenti. Che si parta per le vacanze o che si resti in città, con la bella stagione le famiglie tendono ad uscire di più, anche perché i bambini non hanno la scuola e sono, di conseguenza, più liberi di andare a letto tardi.
Tuttavia, vi sarà capitato di sentir parlare di ristoranti childfree, ossia ristoranti in cui l'accesso ai bambini non è consentito.
Ad esempio, possono esserci locali che, al fine di evitare che venga arrecato disturbo ai commensali (si sa, a volte i bambini possono fare un po' di rumore, come è giusto che sia), vietano l'ingresso ai più piccoli.
La vera domanda da porsi, però, è se tutto questo sia legale. Ebbene, la risposta è no. Ma scopriamo insieme cosa dice la normativa in materia.

Prima di tutto, bisogna sottolineare che, rispetto ad altri Paesi, quello dei locali childfree in Italia è un fenomeno contenuto. Di conseguenza, tale argomento non è molto dibattuto e, ad esempio, non è ancora nato un filone giurisprudenziale in materia.
Attualmente, quindi, la fonte di riferimento è il Regio Decreto n. 635 del 6 maggio 1940, ossia il regolamento per l'esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).
In particolare, all'art. 187 del R.D. n. 635 del 1940, si prevede che, salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del Codice penale, gli esercenti non possono, in assenza di un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo.
In merito alle citate norme del Codice penale, l'art. 689 vieta di servire alcolici a minori o soggetti che appaiano affetti da malattia di mente o in condizioni di deficienza psichica, mentre l'art. 691 prevede il divieto di somministrare bevande a chi si trova in stato di manifesta ubriachezza.
Ebbene, al di fuori di queste ipotesi, gli esercenti possono rifiutare le proprie prestazioni a chi paghi per queste solo se vi è un legittimo motivo.
Rientra tra i legittimi motivi la necessità di tutelare un altro interesse pubblico, quale l'ordine pubblico o la quiete pubblica.
Di sicuro, però, non si può vietare l'ingresso in un ristorante sulla base del sesso, dell'etnia o, nel caso che ci interessa, dell'età. Di conseguenza, ai bambini non può essere vietato di entrare in un locale, senza che sussista un legittimo motivo, ma è possibile allontanarli nel caso arrechino un disturbo tale da non essere tollerabili dai terzi. Così come è possibile allontanare qualcuno che agisca in modo tale da costituire un pericolo.
Ma cosa rischia, nel concreto, il titolare di un locale che nega l'accesso ai bambini in assenza di un legittimo motivo, violando quindi quanto disposto dall'art. 187 del R.D. n. 635 del 1940? Ebbene, l'esercente rischia di dover pagare una sanzione amministrativa che va da euro 516 a euro 3098.

Alla luce di quanto detto, potrete organizzare le vostre uscite estive in famiglia senza problemi, sapendo che, se non ricorrono i presupposti di cui si è detto, nessun ristorante potrà negare l'accesso ai vostri figli.


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