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Nuovo Codice della Strada, ora rischi 167 euro di multa e 5 punti se blocchi il sensore della cintura di sicurezza

Nuovo Codice della Strada, ora rischi 167 euro di multa e 5 punti se blocchi il sensore della cintura di sicurezza
Bastano pochi euro e un piccolo inserto di plastica per ingannare il sensore della cintura e far tacere l'avviso acustico. Ma dietro quel silenzio si nasconde un rischio molto concreto: multe salate, decurtazione dei punti e, in certi casi, la sospensione immediata della patente
In commercio circolano da tempo piccoli dispositivi pensati per imitare la linguetta metallica della cintura di sicurezza. Basta infilarli nella fibbia del sedile perché il sensore "creda" che la cintura sia agganciata: la spia si spegne, il cicalino smette di suonare e il viaggio prosegue senza che nulla, all'apparenza, segnali un'anomalia. C'è anche chi, senza acquistare nulla, si limita a passare la cintura dietro lo schienale, a sedersi sopra il nastro o a scollegare il sensore tramite la diagnostica di bordo. Il risultato non cambia: chi occupa quel sedile resta privo di protezione nel momento in cui ne avrebbe più bisogno, cioè in caso di urto.
Ma il cicalino non è un accessorio decorativo: la normativa europea lo rende obbligatorio su ogni nuovo modello di auto e furgone dal settembre 2019, e su tutte le nuove immatricolazioni dal settembre 2021, proprio perché aumenta in modo misurabile la percentuale di chi allaccia la cintura.
Le sanzioni previste dal Codice della strada
A stabilire l'obbligo è l'art. 172 del Codice della strada, che impone a conducente e passeggeri di indossare la cintura in ogni fase della marcia, che si tratti di un tragitto urbano di pochi minuti o di un lungo viaggio extraurbano. Chi viene sorpreso senza cintura rischia una multa da 83 a 332 euro; se a non allacciarla è chi guida, scattano anche 5 punti in meno sulla patente, cifra che raddoppia per i neopatentati nei primi tre anni dal conseguimento.
Diverso è il caso di chi aggancia la cintura, ma ne altera o ostacola il funzionamento - ad esempio con un dispositivo che inganna il sensore, o manomettendo in altro modo il sistema - senza che la protezione sia realmente efficace: qui interviene il comma 11 dello stesso articolo, con una sanzione da 41 a 167 euro. Le due situazioni, però, non si sommano automaticamente: se la cintura non è indossata e un falso agganciante spegne solo l'avviso, resta accertata la violazione principale, quella per mancato uso. Non è un dettaglio da poco, considerando che nel 2025 le forze dell'ordine hanno rilevato oltre 152.500 infrazioni legate all'articolo 172, con le sanzioni per cinture e seggiolini salite al 2,1% del totale delle contestazioni stradali.
Quando scatta la sospensione immediata
Da qualche mese la posta in gioco è più alta della semplice multa. La legge 177 del 2024, con il nuovo articolo [[n218ter strada] del Codice della Strada, ha introdotto una sospensione "breve" della patente per chi viene fermato con meno di 20 punti residui: sette giorni di stop per chi ha tra 10 e 19 punti, quindici giorni per chi scende sotto i 10. Se dalla violazione è derivato un incidente, anche solo l'uscita autonoma di strada senza coinvolgere altri veicoli, i giorni raddoppiano.
La misura si applica sia a chi non indossa la cintura sia a chi ne manomette il funzionamento, e il ritiro del documento avviene sul posto, senza attendere il decreto del prefetto. A questo si affianca la disciplina della recidiva: due violazioni dello stesso tipo nel giro di due anni comportano, alla seconda contestazione, una sospensione che può arrivare da 15 giorni a due mesi, in questo caso senza cumulo con la sospensione breve.
La responsabilità di chi guida verso i passeggeri
Se il passeggero maggiorenne non allaccia la cintura, la multa colpisce lui direttamente e non incide sui punti del conducente, salvo che in caso di incidente il mancato uso peggiori le conseguenze per la vittima e ricada sulla valutazione di responsabilità. Per i minori la regola cambia: risponde chi guida, a meno che a bordo non ci sia un adulto incaricato della sorveglianza.
Su questo punto la Cassazione è intervenuta con la sentenza n. 46566 del 18 dicembre 2024, che ha annullato con rinvio un'assoluzione relativa alla morte di un passeggero posteriore privo di cintura: per i giudici, il conducente ha il dovere di accertarsi personalmente che tutti gli occupanti siano allacciati, senza potersi fidare del semplice silenzio del cicalino. La pronuncia non introduce un automatismo di condanna, ma richiede che venga dimostrato il nesso tra la mancata cintura e l'evento, valutando in concreto la condotta di guida e la possibilità reale di controllo da parte di chi era al volante.


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