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Affitti brevi, ora rischi di pagare le tasse se baratti un soggiorno in B&B in cambio di un lavoro: lo dice il Fisco

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Affitti brevi, ora rischi di pagare le tasse se baratti un soggiorno in B&B in cambio di un lavoro: lo dice il Fisco
Una stanza pagata con un servizio fotografico o con la cura di un giardino conta anche per le norme tributarie
Quando si organizza un viaggio, spesso l’elemento che frena maggiormente i viaggiatori è il prezzo della camera. Dal 16 al 22 novembre 2026 torna la Settimana del baratto e chi aderisce può ottenere ospitalità nei B&B, mettendo a disposizione una competenza o un servizio al posto del denaro. Si tratta di un’idea sicuramente vantaggiosa per chi vuole risparmiare qualcosina, ma attenzione, perché lo scambio non è fiscalmente irrilevante.

Come funziona la Settimana del baratto
L’appuntamento nasce dal portale Bed-and-breakfast.it e si ripete ogni anno nella terza settimana di novembre. In quei giorni numerosi B&B italiani cedono le proprie stanze a chi propone, come contropartita, un bene o una prestazione concordati insieme al gestore.

Le combinazioni sono tante. Il fotografo propone un set di immagini degli ambienti, il giardiniere si occupa dell’area verde, l’esperto di informatica dà assistenza sul sito internet. C’è anche chi si sdebita con specialità del territorio o con manufatti.

Sul portale dell’iniziativa i B&B aderenti elencano ciò di cui hanno bisogno, mentre i viaggiatori possono proporre idee diverse. Alla fine, l’intesa si raggiunge direttamente tra ospite e gestore. Alcune strutture non aspettano novembre e accettano il baratto in qualsiasi momento dell’anno.

Regalo o scambio, la linea che interessa al Fisco
Per l’erario ricevere un dono e concludere uno scambio sono due fattispecie diverse. Se il gestore non chiede nulla in cambio, si resta nell’ambito dell’ospitalità gratuita. Quando invece la stanza viene data perché l’ospite svolge un lavoro concordato, entrambi ottengono un’utilità misurabile in denaro, pur senza movimenti di cassa.

Le operazioni permutative nel decreto IVA
Il Testo unico IVA, cioè il D.P.R. n. 633 del 1972, disciplina questi scambi all’art. 11. La norma riguarda le cosiddette permute, cioè i casi in cui un bene o un servizio viene ceduto in contropartita di un altro bene o di un altro servizio. L’assenza di bonifici o di contanti non priva, quindi, di rilievo fiscale l’operazione. Per questo un soggiorno ottenuto col baratto non può essere considerato, in via automatica, immune da imposte.

Come si calcola il valore dello scambio
Si pensi a un B&B che offre due notti, solitamente a 150 euro, a chi in cambio realizza un servizio fotografico. Se entrambi svolgono un’attività economica soggetta a IVA, le prestazioni sono due e ciascuna va valutata separatamente. Da una parte c’è l’alloggio, dall’altra il lavoro del fotografo.

Per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026 rileva l’art. 13, comma 2, lett. d), del D.P.R. n. 633/1972. Nel contratto le parti indicano quanto vale in euro ciascuna prestazione, e quella cifra è la base su cui si calcola l’IVA.
C’è però un limite. Il valore non può essere inferiore ai costi complessivi che il singolo contraente deve sostenere per rendere la propria prestazione. Il B&B non può quindi attribuire alle due notti meno di quanto gli costa offrirle, e lo stesso vale per il fotografo rispetto al suo servizio.

Le imposte sui redditi
Sul fronte delle imposte dirette rileva l’art. 9 del T.U.I.R.. Secondo la norma, ciò che si riceve in natura, e quindi non in denaro, si stima al valore normale, cioè al prezzo mediamente praticato per prestazioni simili.
Un favore fatto una tantum non genera in automatico un reddito da tassare. Rilevano il tipo di attività e il contesto concreto dello scambio. L’esito può cambiare tra chi offre quel servizio per professione e chi lo presta da privato in modo sporadico.

Cosa verificare prima di partire
Il risparmio non cancella gli adempimenti fiscali. Il B&B gestito in forma d’impresa può dover registrare nella contabilità la prestazione ricevuta come corrispettivo del soggiorno. Chi svolge il lavoro deve capire, alla luce della propria posizione, se dallo scambio derivi un reddito rilevante per il Fisco.

Non bisogna dimenticare inoltre l’imposta di soggiorno, che ogni Comune disciplina con proprio regolamento. Il turista la corrisponde al gestore e questi la riversa all’amministrazione comunale.


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